lunedì 6 maggio 2013

Nel ricordo di una grande donna Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, citiamo la commovente lettera scritta al marito in occasione del 20° anniversario della strage di via d'Amelio


Morta Agnese Piraino Leto, moglie di Paolo Borsellino
Agnese Piraino Leto si è spenta a Palermo il 5 maggio 2013, ora unita x sempre al suo amato Paolo

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LA LETTERA DI AGNESE A SUO MARITO PAOLO BORSELLINO
"Caro Paolo, da venti lunghi anni hai lasciato questa terra per raggiungere il Regno dei cieli, un periodo in cui ho versato lacrime amare; mentre la bocca sorrideva, il cuore piangeva, senza capire, stupita, smarrita, cercando di sapere. Mi conforta oggi possedere tre preziosi gioielli: Lucia, Manfredi, Fiammetta; simboli di saggezza, purezza, amore, posseggono quell'amore che tu hai saputo spargere attorno a te, caro Paolo, diventando immortale. Hai lasciato una bella eredità, oggi raccolta dai ragazzi di tutta Italia; ho idealmente adottato tanti altri figli, uniti nel tuo ricordo dal nord al sud - non siamo soli. Desidero ricordare: sei stato un padre ed un marito meraviglioso, sei stato un fedele, sì un fedelissimo servitore dello Stato, un modello esemplare di cittadino italiano, resti per noi un grande uomo perché dinnanzi alla morte annunciata hai donato senza proteggerti ed essere protetto il bene più grande, "la vita", sicuro di redimere con la tua morte chi aveva perduto la dignità di uomo e di scuotere le coscienze. Quanta gente hai convertito!!! Non dimentico: hai chiesto la comunione presso il palazzo di giustizia la vigilia del viaggio verso l'eternità, viaggio intrapreso con celestiale serenità, portando con te gli occhi intrisi di limpidezza, uno sguardo col sorriso da fanciullo che noi non dimenticheremo mai. In questo ventesimo anniversario ti prego di proteggere ed aiutare tutti i giovani sui quali hai sempre riversato tutte le tue speranze e meritevoli di trovare una degna collocazione nel mondo del lavoro. Dicevi: 'Siete il nostro futuro, dovete utilizzare i talenti che possedete, non arrendetevi di fronte alle difficoltà'. Sento ancora la tua voce con queste espressioni che trasmettono coraggio, gioia di vivere, ottimismo. Hai posseduto la volontà di dare sempre il meglio di te stesso. Con questi ricordi tutti ti diciamo 'grazie Paolo'".

mercoledì 24 aprile 2013

Omicidio Impastato, trovata una lettera che lo avvisava



Peppino Impastato.Il destino di Peppino Impastato era stato deciso da tempo, almeno un anno prima di quella orribile notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, quando il ragazzo di Cinisi che aveva avuto il coraggio di urlare sotto casa di Tano Badalamenti che «la mafia è una montagna di merda» venne ucciso barbaramente, e il suo corpo fu coperto di tritolo per simulare un attentato kamikaze e infangarne per sempre la memoria.
«STAI ATTENTO». Il 29 marzo 2013 il Quotidiano della Calabria ha pubblicato una lettera, poche righe, scritte il 14 aprile 1977 e inviate a Impastato. «Guardati bene dai tuoi veri nemici», un consiglio più che una minaccia, «Stanno studiando qualcosa, ti faranno del male».
La missiva è del tutto anonima, ma dal tono usato sembra scritta da un amico di Impastato.
CONSERVATA NEL CASSETTO DELLA MAMMA. Da anni era conservata in un cassetto della camera da letto della mamma di Peppino, Felicia Bartolotta, e lì è stata ritrovata da Giovani Impastato, il fratello di Peppino, e da Claudio Lacamera, responsabile del progetto 'Un ponte della memoria', mentre sistemavano la casa di Cinisi.
Sul giornale locale sono state pubblicate anche le fotografie della lettera anonima. Un foglio di carta e delle parole che non fanno che accrescere la rabbia per la morte di Peppino.
Fonte: Lettera43


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