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giovedì 10 aprile 2014

Arance siciliane, anche a 10 centesimi restano a marcire sugli alberi



La Sicilia è la meta preferita delle arance di tutto il mondo. Agrumi che diventano isolani e che nulla hanno a che vedere con una produzione unica che si vende a meno di 10 centesimi al chilo, che sta marcendo sugli alberi e che l’industria non compra per i succhi preferendo acquistare quelli che arrivano dall’altra parte del mondo.
E’ l’allarme del presidente e del direttore della Coldiretti siciliana, Alessandro Chiarelli e Giuseppe Campione, commentando l’esito di un incontro del tavolo agrumicolo che si è svolto stamattina a Catania all’ispettorato agrario con gli industriali, la cooperazione e le organizzazioni di produttori. L’incontro era programmato per trovare un accordo di filiera che potesse garantire le imprese agricole.
“A questo punto bisogna dirlo chiaramente – aggiungono –: si mangiano arance e si bevono succhi che di siciliano non hanno niente visto che i nostri agrumi non vengono acquistati. Preferire prodotti non tracciati è un atto scellerato che sta mettendo in ginocchio la nostra produzione. In tutto il mondo si provano gli effetti salutari delle arance siciliane e noi che le abbiamo le lasciamo marcire sugli alberi”.
Di fronte ad una produzione così deprezzata bisognerebbe trovare una soluzione di tutti gli attori della filiera. Ma è una filiera che non esiste visto che parte degli invitati diserta le riunioni e tra quelli presenti non si è raggiunto l’accordo.
“La Coldiretti – concludono – ha chiesto la dichiarazione dello stato di crisi al presidente Rosario Crocetta e all’assessore Dario Cartabellotta, perché si possa comunque cercare di salvare il comparto su cui, è bene ricordarlo, pesano gli accordi internazionali degli anni scorsi che hanno determinato l’entrata del prodotto e che stanno avendo effetti devastanti per le nostre campagne”.


Fonte: Blog Sicilia

 

martedì 22 ottobre 2013

GRATTA E VINCI MILIONARIO A PALERMO: Un milione di euro a un’impiegata di 60 anni



La dea bendata bacia Palermo realizzando il sogno che almeno una volta tutti abbiamo fatto: vincere una somma di denaro che possa cambiare la vita.
Un tagliando da 10 euro, una monetina per scoprire i numeri, e la sorpresa di ritrovarsi milionari. E’ accaduto ad una signora di 60 anni che si è aggiudicata una vincita da un milione di euro, il premio massimo messo in palio dal gratta e vinci “Mega Miliardario”.
Il fortunato biglietto è stato acquistato in una tabaccheria di via Eugenio L’Emiro, nel quartiere Zisa di Palermo. La vincita risale al 3 ottobre ma è stata ufficializzata soltanto oggi.
“Si è presentata questa donna – racconta Marco Tarallo, impiegato della tabaccheria della signora Sofia La Cerva – chiedendomi di parlarmi in privato perché aveva fatto una vincita importante. Mi ha consegnato il biglietto tremando e mi sono messo a tremare anche io dall’emozione. Credo che abbia grattato il tagliando a casa e poi sia tornata qui”.
Top secret l’identità della fortunata neo-milionaria. Alcuni sostengono che sia un’impiegata ma si tratta soltanto di una indiscrezione non confermata. La donna è comunque cliente abituale della tabaccheria che, non è difficile ipotizzare, diventerà nelle prossime ore meta di chi spera che la fortuna possa affezionarsi a determinati luoghi.

domenica 9 giugno 2013

PALERMO: BIMBO BIANCO DA GENITORI DI COLORE. IL PAPÀ SI INFURIA, MA PER I MEDICI: NON SI TRATTA DI “CORNA”, MA DI GENETICA PURA

un caso di albinismo alla nascita verificatosi in Inghilterra nel 2010

Stupore e sorpresa al Policlinico di Palermo, dove, secondo il Giornale di Sicilia, venerdì scorso ci sono stati momenti di tensione quando il padre del piccolo, davanti al personale sanitario, anch’esso sorpreso, ha cominciato ad inveire contro la compagna. Comprensibile, considerato che i due genitori, entrambi nigeriani, sono di colore.
Passati i primi momenti di tensione tra la coppia, sono arrivate le spiegazioni: ovvero, che casi del genere sono rari ma possono accadere.
Ed è toccato al primario chiarire la situazione: "I casi di albinismo nella popolazione nigeriana non sono comuni, ma nemmeno rari - dice al Giornale di Sicilia il responsabile del reparto di Ostetricia e ginecologia del Policlinico Antonio Perino - uno su 14 mila". E ha aggiunto: "Lo abbiamo detto al neo papà e pare abbia capito. Il bimbo sta benissimo e altri esami ci permetteranno di capire se si tratta di una forma di albinismo o di una vera e propria mutazione genetica, o per meglio dire, una ricomposizione genetica”. In altri termini, potrebbe esserci un antenato bianco nell'albero genealogico di uno dei due genitori.
A questo punto la spiegazione scientifica fornita dal direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia del Policlinico ha calmato o quanto meno attenuato le ansie della coppia: la madre che non riusciva a spiegarsi il caso, e il padre che istantaneamente aveva pensato ad un tradimento da parte della compagna. E come dargli torto?!
Ma non sono pochi i casi di gemelli in cui uno nasce con tratti e colori africani e l’altro è chiaro e biondo. In Inghilterra se ne sono registrati già cinque o sei, negli ultimi anni (nella foto un caso di albinismo alla nascita verificatosi in Inghilterra nel 2010). In questo caso si tratta di figli di genitori meticci, ovvero uomini e donne già frutto di incroci razziali che portano in sé geni europei e africani, e in base a come si combinano potrebbero generare un bimbo scuro o uno chiaro.
Il papà del bimbo, pur se fortemente colpito dall'esperienza, alla fine sembrerebbe aver incassato il colpo senza grossi traumi, ha affermato il Prof. Perino.
Dunque, speriamo che i giovani genitori palermitani, per la loro serenità, si siano convinti che nessuno ha colpa per il loro piccolo bambino bianco… non si tratta di “corna”, ma di genetica pura!


mercoledì 29 maggio 2013

ALLARME TONNO ROSSO A PALERMO, 100 RICOVERI PER INTOSSICAZIONE



 
Scatta l'allarme tonno rosso a Palermo, dove negli ultimi giorni oltre 100 persone sono state ricoverate in ospedale con sintomi da intossicazione alimentare. A causare il malessere sarebbe una partita di tonno avariato, in cattivo stato di conservazione. I sintomi più diffusi denunciati dai pazienti sono senso di nausea, irritazioni cutanee, tachicardia e difficoltà respiratorie. Per far luce sulla vicenda la polizia ha avviato delle indagini mentre proseguono i blitz e i sequestri di tonno rosso a Palermo e  Provincia.
Sembra che il pesce, pescato illegalmente, verrebbe conservato in mare già morto anche per quattro o cinque giorni. A riferirlo a GeaPress è il dott. Paolo Giambruno, Direttore dei Servizi Veterinari dell’ASP di Palermo, secondo il quale quanto sta avvenendo in questi giorni non può essere spiegato solo con la cattiva conservazione del tonno e le temperature elevate, che peraltro non ci sono ancora.

martedì 21 maggio 2013

Leghista ai siciliani: "i vostri stipendi sono inutili, dateli agli alluvionati veneti"



Nella lettera aperta ai 17.995 dipendenti della Regione Sicilia scritta dal vice presidente della Provincia Roberto Marcato (Lega) all'indomani dell'alluvione che lo scorso fine settimana ha squassato e provocato seri danni alle province di Padova, Verona, Vicenza e Treviso, dice: «Non vi sentite in colpa, fratelli siciliani? I soldi che ogni anno servono allo Stato per pagare i vostri "inutili" stipendi potrebbero essere impiegati per mettere in sicurezza centinaia e centinaia di famiglie che lavorano onestamente e che regolarmente pagano le tasse. Stipendi inutili perché in Veneto facciamo le stesse identiche cose che fate voi, ma con un miliardo e mezzo di euro in meno». «Io sono davvero stanco - scrive Marcato, che è anche segretario provinciale padovano della Lega Nord -, e come me i colleghi amministratori locali, di essere costretto a ripetere alla mia gente il solito mantra: "No ghe xe i schei". E invece no. I soldi per noi ci devono essere. Non possono finire in una regione - accusa - che ha i costi di 10. Non mi rivolgo neppure allo Stato, perché uno Stato che permette questo è uno Stato che non rispetta nemmeno la Costituzione. Parlo con voi, destinatari di denaro immeritato - attacca ancora Marcato - a noi basterebbero 500 di quei 1.500 miliardi che sono spesi in più dei 200 milioni di euro che costa invece la Regione Veneto. E non basta dire che è colpa dei politici che vi hanno assunti qualche volta si può dire anche di no».

sabato 11 maggio 2013

GELA: DISOCCUPATO CHIEDE UN LAVORO E AGGREDISCE UN DEPUTATO



Il deputato gelese Giuseppe Federico, aggredito ieri sera da un disoccupato, padre di tre figli, all’interno del suo studio medico nel quartiere Caposoprano a Gela. L’uomo avrebbe accusato l’onorevole di avere mancato la promessa fatta in campagna elettorale, di un posto di lavoro e dopo ripetute insistenze è passato alle vie di fatto ed al termine di una accesa discussione, lo ha colpito al volto procurandogli una ferita suturata con tre punti all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela. Il deputato gelese  è stato accompagnato al pronto soccorso e dimesso nella stessa serata , facendo rientro a casa dalla moglie e dal figlio. Il dolore fisico passa ma resta tanta amarezza per quanto accaduto dice subito l’ex Presidente della Provincia di Caltanissetta con voce serena al telefono. Mi dispiace che quest’uomo se la sia presa con me perché non gli ho mai promesso un posto di lavoro. Non prendo impegni senza sapere che posso mantenerli, chi mi conosce lo sa. Posso comprendere la rabbia di un uomo senza lavoro e padre di tre figli, ma non si può fare passare mai un messaggio di violenza. I recenti fatti nazionali la dicono lunga sulla grave situazione che l’Italia attraversa e dalla quale Gela non è immune. Il disagio sociale riguarda anche la mia città ed anche io lo vivo quotidianamente tra la gente ed i numerosi pazienti che incontro presso il mio studio medico”. L’onorevole Pino Federico perdona il suo aggressore contro il quale ha deciso di non sporgere alcune denuncia

martedì 7 maggio 2013

INVOLTINI DI PESCE SPADA ALL'ALLORO



zoom
INGREDIENTI:

500 g di fettine sottili di  pesce spada (15 fettine)

100 g di pangrattato

un cucchiaio di capperini dissalati

un cucchiaio di  olive verdi denocciolate

2 cucchiai di pecorino grattugiato

un cucchiaio di salsa di pomodoro

uno spicchio di  aglio

una manciata di prezzemolo

qualche rametto di alloro

olio extravergine oliva

peperoncino secco sbriciolato

sale

PROCEDIMENTO:

1) Sminuzzate 3 fettine di spada e mettetele in una ciotola con il pangrattato, il pecorino, i capperini, le olive tritate, la salsa di pomodoro, meta del prezzemolo tritato, un filo di olio, un pizzico di sale e di peperoncino e l'aglio sbucciato e tritato fine. Mescolate fino a ottenere una salsa morbida e omogenea. Se vi sembra necessario aggiungete ancora un filo di olio.

2) Stendete il composto sulle fettine di pesce, quindi arrotolatele e chiudetele con una foglia di alloro fermata da uno stecchino.

3) Irrorate gli involtini con un filo di olio e cuoceteli 2-3 minuti per parte sulla piastra bollente, finche non saranno dorati uniformemente. Serviteli caldi e spolverizzateli con il restante prezzemolo tritato al momento.
Fonte: Donnamoderna


lunedì 6 maggio 2013

Nel ricordo di una grande donna Agnese Piraino Leto, vedova del giudice Paolo Borsellino, citiamo la commovente lettera scritta al marito in occasione del 20° anniversario della strage di via d'Amelio


Morta Agnese Piraino Leto, moglie di Paolo Borsellino
Agnese Piraino Leto si è spenta a Palermo il 5 maggio 2013, ora unita x sempre al suo amato Paolo

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LA LETTERA DI AGNESE A SUO MARITO PAOLO BORSELLINO
"Caro Paolo, da venti lunghi anni hai lasciato questa terra per raggiungere il Regno dei cieli, un periodo in cui ho versato lacrime amare; mentre la bocca sorrideva, il cuore piangeva, senza capire, stupita, smarrita, cercando di sapere. Mi conforta oggi possedere tre preziosi gioielli: Lucia, Manfredi, Fiammetta; simboli di saggezza, purezza, amore, posseggono quell'amore che tu hai saputo spargere attorno a te, caro Paolo, diventando immortale. Hai lasciato una bella eredità, oggi raccolta dai ragazzi di tutta Italia; ho idealmente adottato tanti altri figli, uniti nel tuo ricordo dal nord al sud - non siamo soli. Desidero ricordare: sei stato un padre ed un marito meraviglioso, sei stato un fedele, sì un fedelissimo servitore dello Stato, un modello esemplare di cittadino italiano, resti per noi un grande uomo perché dinnanzi alla morte annunciata hai donato senza proteggerti ed essere protetto il bene più grande, "la vita", sicuro di redimere con la tua morte chi aveva perduto la dignità di uomo e di scuotere le coscienze. Quanta gente hai convertito!!! Non dimentico: hai chiesto la comunione presso il palazzo di giustizia la vigilia del viaggio verso l'eternità, viaggio intrapreso con celestiale serenità, portando con te gli occhi intrisi di limpidezza, uno sguardo col sorriso da fanciullo che noi non dimenticheremo mai. In questo ventesimo anniversario ti prego di proteggere ed aiutare tutti i giovani sui quali hai sempre riversato tutte le tue speranze e meritevoli di trovare una degna collocazione nel mondo del lavoro. Dicevi: 'Siete il nostro futuro, dovete utilizzare i talenti che possedete, non arrendetevi di fronte alle difficoltà'. Sento ancora la tua voce con queste espressioni che trasmettono coraggio, gioia di vivere, ottimismo. Hai posseduto la volontà di dare sempre il meglio di te stesso. Con questi ricordi tutti ti diciamo 'grazie Paolo'".

mercoledì 24 aprile 2013

Omicidio Impastato, trovata una lettera che lo avvisava



Peppino Impastato.Il destino di Peppino Impastato era stato deciso da tempo, almeno un anno prima di quella orribile notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978, quando il ragazzo di Cinisi che aveva avuto il coraggio di urlare sotto casa di Tano Badalamenti che «la mafia è una montagna di merda» venne ucciso barbaramente, e il suo corpo fu coperto di tritolo per simulare un attentato kamikaze e infangarne per sempre la memoria.
«STAI ATTENTO». Il 29 marzo 2013 il Quotidiano della Calabria ha pubblicato una lettera, poche righe, scritte il 14 aprile 1977 e inviate a Impastato. «Guardati bene dai tuoi veri nemici», un consiglio più che una minaccia, «Stanno studiando qualcosa, ti faranno del male».
La missiva è del tutto anonima, ma dal tono usato sembra scritta da un amico di Impastato.
CONSERVATA NEL CASSETTO DELLA MAMMA. Da anni era conservata in un cassetto della camera da letto della mamma di Peppino, Felicia Bartolotta, e lì è stata ritrovata da Giovani Impastato, il fratello di Peppino, e da Claudio Lacamera, responsabile del progetto 'Un ponte della memoria', mentre sistemavano la casa di Cinisi.
Sul giornale locale sono state pubblicate anche le fotografie della lettera anonima. Un foglio di carta e delle parole che non fanno che accrescere la rabbia per la morte di Peppino.
Fonte: Lettera43


lunedì 15 aprile 2013

TRAPANI, DONNA COSTRETTA A FIRMARE UNA RINUNCIA ALLA GRAVIDANZA PER LAVORARE

TRAPANI - Sarebbe stata costretta a sottoscrivere una dichiarazione di rinuncia a far figli per almeno due anni dopo aver contratto matrimonio pur di essere assunta come commessa in un negozio di abbigliamento di Trapani, per altro con una paga inferiore a quella da contratto.
A denunciare la vicenda è stata la stessa donna dopo essere stata licenziata dai datori di lavoro che le avrebbero contestato un'assenza «ingiustificata». I soprusi sarebbero andati avanti per almeno 5 anni. I titolari della ditta «My Market Srl», Antonio e Bruno Prestigiacomo, rispettivamente di 47 e 39 anni, sono stati rinviati a giudizio dal gup con l'accusa di estorsione. I due commercianti dovranno comparire in giudizio il prossimo 17 ottobre dinanzi al giudice monocratico. La donna ha riferito anche di essere stata costretta a prendere un periodo di ferie nonostante si fosse assentata per ragioni di salute.
Fonte: Leggo
 
 

domenica 10 marzo 2013

MALTRATTAMENTI AI BAMBINI: SUORA ARRESTATA A TRAPANI


TRAPANI - - Bambini e ragazzi, già provati per il disagio sociale e la situazione familiare in cui avevano vissuto, affidati all'istituto di suore «Pio X», a Valderice (Trapani) venivano picchiati, vessati costretti a riti da «caserma» come mangiare cibo immangiabile e lavarsi con l'acqua fredda. Per questo il gip trapanese, dopo le indagini della squadra mobile coordinate dalla procura, ha ordinato gli arresti domiciliari per suor Teresa Mandirà, 76 anni, madre superiora dell'istituto da un ventennio, e il divieto di avvicinamento ai minori nei confronti di tre dipendenti Maria Mazzara 50 anni, Carlo Cammarata di 49, Laura Milana di 34, Giuseppa Ruggeri di 74 anni, e di un'altra suora J. Yvonne Noah cittadina camerunense. L'indagine è cominciata dopo la denuncia dei genitori di un bambino di 8 anni affidato - su provvedimento del tribunale dei minori di Palermo - all' istituto. La coppia aveva segnalato che il figlio era stato picchiato da alcuni istruttori del Pio X e in particolare da suor Teresa tanto da riportare evidenti lividi. Un altro bambino aveva ripreso col proprio cellulare una scena in cui si vedeva la suora picchiare il minore: il video è stato consegnato ai suoi genitori che l'hanno dato alla polizia.

VIOLENZA FISICA E PSICOLOGICA Gli inquirenti hanno interrogato i bambini, con l'ausilio di personale specializzato in ambiente protetto, che hanno riferito di numerosi episodi di violenza fisica e psicologica. Le testimonianze sono state chieste anche a minori che erano stati ospitati nel «Pio X» negli anni scorsi Le percosse a volte - hanno raccontato le vittime - erano accompagnate da vessazioni: erano costretti a mangiare alimenti in cattivo stato di conservazione, a dormire coi riscaldamenti spenti, a fare la doccia con l'acqua fredda. Alcuni minorenni hanno anche raccontato di essere stati dileggiati e offesi dagli indagati che spesso li accusavano di appartenere a famiglie di pregiudicati. Ad uno degli operatori che l'ha ascoltato un ragazzino ha consegnato una lettera da far avere al «giudice», in cui chiedeva «di farlo uscire dal centro e di farlo tornare alla sua famiglia». Dopo che l'inchiesta stava confermando le denunce, lo scorso febbraio, gli investigatori della Mobile di Trapani avevano trasferito in altre strutture tutti i bambini - una decina - in via precauzionale. La casa del fanciullo «Pio X» di Valderice è gestito dalle suore Oblate al divino amore, congregazione nata a Monreale nel 1923. Sorto come istituto di assistenza per i bambini poveri, il «Pio X», a partire dal 2006, accoglie solo minorenni affidati dal Tribunali. «I bambini vivono come a casa loro, imparano a socializzare e a vivere insieme e trovano sempre calore e comprensione», si legge nel sito delle «Oblate al divino amore». 
Fonte: Leggo 

sabato 19 gennaio 2013

Umberto Sinico racconta di aver avvisato il Procuratore Paolo Borsellino del suo imminente attentato.- sapeva di dover morire

borsellinoUmberto Sinico, all’epoca ufficiale dei Carabinieri addetto al Reparto anticrimine di Palermo, ha rivelato che Paolo Borsellino era stato avvisato dell’attentato che Cosa nostra stava organizzando contro di lui. La rivelazione shock è emersa durante la deposizione di Sinico al processo a sfavore del generale Mario Mori e al colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa nostra per la mancata cattura di Bernardo Provenzano.
L’ex ufficiale dei Carabinieri ha raccontato di aver avvisato immediatamente il Procuratore, dopo aver parlato con il mafioso Girolamo D’Anna di Terrasini. Borsellino rispose che doveva “lasciare qualche spiraglio“, perché altrimenti il clan mafioso se la sarebbe presa con la sua famiglia, quindi era perfettamente conscio del destino che lo attendeva e non fece nulla per opporsi. All’epoca dei fatti andarono a parlare con D’Anna presso il carcere di Fossombrone lo stesso Sinico, il maresciallo Antonino Lombardi, e il comandante della compagnia di Carini, Giovanni Baudo, i quali chiesero all’uomo ulteriori informazioni sull’attentato. Terminata la conversazione i tre Carabinieri si presentarono da Borsellino, ma lui sembrava già conoscere tutta la faccenda tanto che sacrificò la sua stessa vita per proteggere l’incolumità della sua famiglia. Secondo Sinico i rapporti tra il Procuratore e la sezione anticrimine di Palermo erano buoni in quel periodo, perché non ricorda contrasti e situazioni che potrebbero far pensare il contrario.

Fonte: Aciclico
 

domenica 16 dicembre 2012

Palermo: il mistero della pietra nera caduta dal cielo.... (VIDEO)

E’ giallo a Palermo sul ritrovamento di una pietra nera che ieri notte sarebbe caduta dal cielo. A vedere la scia rossa una bambina dal balcone di casa, in largo Cammareri Scurto, nel quartiere Brancaccio.
La piccola è andata a cercare il masso e l’ha trovato in un campo. L’ha raccolto e portato a casa. Ha cercato di avvolgerlo in un giornale, ma a contatto con la carta ha iniziato a emettere fumo.
Impauriti i genitori hanno chiamato la polizia. Gli agenti sono andati a prendere la pietra che ha l’aspetto di un pezzo di roccia vulcanica, poi hanno chiamato i vigili del fuoco che hanno verificato se fosse radioattivo.
L’esito dai primi esami è stato negativo. Adesso quello che sembrerebbe un piccolo meteorite, forse staccatosi dall’asteroide Toutatis che è passato nei giorni scorsi vicino alla Terra, sarà consegnato all’Istituto di vulcanologia
GUARDA IL VIDEO ▼

giovedì 29 novembre 2012

GELA: muore un operaio schiacciato da un tubo

GELA. Un operaio metalmeccanico di Gela, Francesco Romano, 30 anni, dipendente dell'impresa appaltatrice Cosmi Sud è morto schiacciato sotto un pesante tubo di 32 pollici sganciatosi da una gru, durante i lavori di movimentazione all'interno dell'area della ditta alla radice-pontile del porto-isola dello stabilimento. L'incidente è avvenuto in un cantiere dell'indotto al petrolchimico di Gela nel nisseno. Il forte vento che soffia da diverse ore sulla costa gelese sarebbe la causa dello sganciamento della benna che reggeva il tubo. Romano e i suoi colleghi stavano operando per preparare una barra pre-saldata da montare lungo il pontile dove sono in corso i lavori di sostituzione della condotta per lo scarico di greggio dalle petroliere in arrivo, destinato alla lavorazione nella raffineria gelese. Sono intervenuti carabinieri il magistrato. L'area di cantiere dove è avvenuto l'incidente è stata sequestrata. Anche la direzione della raffineria dell'Eni, committente dei lavori, ha avviato una sua indagine interna. I sindacati confederali hanno convocato per domani una riunione d'urgenza dei direttivi di categoria e delle Rsu per la sicurezza.

PALERMO: Alberi sradicati e navi bloccate: la furia del vento in città e in provincia

PALERMO. Alberi abbattuti, cartelloni pubblicitari e pali divelti lungo alcune strade. Disagi e ritardi al porto. Centinaia le chiamate alla sala operativa dei vigili del fuoco. Questo il bilancio a Palermo e in provincia dove il vento - che ha raggiunto anche gli 80 chilometri orari - ha provocato numerosi problemi per quasi tutta la giornata di ieri.
Tutte le squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate per mettere in sicurezza in provincia diverse strade con pezzi d’alberi e tronchi finiti sulle carreggiate. Interventi a Borgetto, Partinico, Caccamo e Prizzi. Disagi anche in autostrada dove i camion con teloni dovevano procedere lentamente soprattutto sui viadotti.
In città i pompieri sono intervenuti in via Lorenzo Iandolino, a Partanna, per rami e alberi finiti sulla strada; in via Barbieri dove sono volate alcune tegole da un’abitazione. Intervento anche nella zona di via Libertà per mettere in sicurezza un grosso cartellone pubblicitario che rischiava di finire sul marciapiede. Per quasi tutta la giornata Villa Giulia, Villa Trabia, il Giardino Inglese e anche il parco Cassarà sono rimasti chiusi. 
Disagi anche al porto. A causa del vento e del mare mosso Ustica è rimasta senza collegamenti: sia il traghetto che l’aliscafo non hanno effettuato le corse. A causa del mare forza 6 non partiranno le due navi per Napoli, sia Tirrenia che Snav.

domenica 18 novembre 2012

CATANIA - Un gratta e vinci come bomboniera e l’invitato al matrimonio vince 10 mila euro

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A volte la fortuna arriva nelle situazioni più inaspettate e ciò che è avvenuto a Catania ne è la dimostrazione. Una coppia di coniugi Mauro Giuffrida e Concetta Famà, di ben 70 anni, ha festeggiato le nozze d’oro e ai propri invitati è stata data una bomboniera davvero particolare. In genere, le bomboniere sono il tasto dolente di ogni matrimonio: non sempre sono apprezzate e spesso vengono addirittura gettate via. Ma i settantenni catanesi hanno donato ad ogni invitato schedine del lotto o del Superenalotto o ancora biglietti del gratta e vinci. Tra questi ultimi ve ne era uno vincente e così uno degli invitati ha festeggiato, non soltanto i coniugi Giuffrida e il loro longevo matrimonio, ma anche i 10 mila euro vinti grattando il famoso biglietto. Questo matrimonio è stato dunque una rivelazione per il fortunato invitato, probabilmente un parente sessantenne della coppia, che mai avrebbe pensato ritornare a casa con una vincita di questa portata.
 

sabato 27 ottobre 2012

Dimissioni in bianco per i candidati siciliani del partito di Beppe Grillo

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Mentre prosegue la campagna elettorale in Sicilia del Movimento 5 Stelle, il deputato radicale Matteo Mecacci, presidente della commissione diritti umani dell’Osce, ha segnalato quella che è stata definita dal lui stesso una grave violazione della Costituzione italiana da parte del partito di Beppe Grillo. Per diventare candidati del Movimento 5 Stelle, infatti, i “grillini” siciliani hanno dovuto non solo dimostrare di non aver fatto mai politica e di non avere guai con la giustizia, ma hanno anche dovuto firmare una sorta di lettera di dimissioni in bianco, un “obbligo” che deriva dall’esigenza di garantire che questi, in caso di elezione, rispettino il patto di versare in beneficenza o al movimento la parte eccedente i 2500 euro netti dello stipendio.
Più nel dettaglio, qualunque esponente del M5S che riveste una carica, è costretto a presentare le proprie dimissioni in assemblee pubbliche ogni sei mesi affinché siano respinte o accettate, una pratica che dovrebbe consentire agli elettori di poter valutare la condotta dei rappresentanti. Questo tipo di sistema, tuttavia, secondo Mecacci difficilmente può funzionare, in quanto tutti gli elettori dovrebbero presentarsi in queste famose assemblee ed esprimere il loro giudizio, un’ipotesi che difficilmente verrà realizzata, di conseguenza la decisione sul futuro del rappresentante potrebbe spettare solo ad una piccola parte dell’elettorato. Mecacci ha sottolineato che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha già condannato più volte tale pratica, considerata lesiva del diritto indisponibile di ogni eletto ad esercitare pienamente e liberamente il proprio mandato elettorale, aggiungendo inoltre che nel caso specifico si contribuisce a mettere ancora più potere nelle mani dei partiti anziché dei cittadini.
Fonte: http://www.aciclico.com/ 
 

giovedì 19 luglio 2012

Il 19 luglio 1992 un'auto bomba esplode alle 16.58 in via D'Amelio. Paolo Borsellino viene dilaniato. Con lui muoiono anche 5 agenti di scorta: Emanuela Loi, Walter Eddie Cosina, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina


Il 19 luglio 1992, dopo aver pranzato a Villagrazia con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia, Paolo Borsellino si recò insieme alla sua scorta in via D'Amelio, dove viveva sua madre.

Una Fiat 126 parcheggiata nei pressi dell'abitazione della madre con circa 100 kg di esplosivo a bordo detonò al passaggio del giudice, uccidendo oltre a Paolo Borsellino anche i cinque agenti di scorta Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato caduta in servizio), Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L'unico sopravvissuto fu Antonino Vullo, ferito mentre parcheggiava uno dei veicoli della scorta

Il 24 luglio diecimila persone partecipano ai funerali privati di Borsellino (i familiari rifiutarono il rito di Stato, poiché la moglie Agnese Borsellino, accusava il governo di non aver saputo proteggere il marito, voleva una cerimonia privata senza la presenza dei politici), celebrati nella chiesa di Santa Maria Luisa di Marillac, disadorna e periferica, dove il giudice era solito sentir messa, quando poteva, nelle domeniche di festa. L’orazione funebre la pronuncia Antonino Caponnetto, il vecchio giudice che diresse l’ufficio di Falcone e Borsellino: «Caro Paolo, la lotta che hai sostenuto dovrà diventare e diventerà la lotta di ciascuno di noi». Pochi i politici: il presidente Scalfaro, Francesco Cossiga, Gianfranco Fini, Claudio Martelli. Il funerale è commosso e composto, interrotto solo da qualche battimani. Qualche giorno prima, i funerali dei 5 agenti di scorta si svolsero nella Cattedrale di Palermo, ma all'arrivo dei rappresentanti dello stato (compreso il neo Presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro), una folla inferocita sfondò la barriera creata dai 4000 agenti chiamati per mantenere l'ordine, la gente mentre strattonava e spingeva, gridava "FUORI LA MAFIA DALLO STATO". Il Presidente della Repubblica venne tirato fuori a stento dalla calca, venne spintonato anche il capo della polizia.

Pochi giorni prima di essere ucciso, durante un incontro organizzato dalla rivista MicroMega, così come in una intervista televisiva a Lamberto Sposini, Borsellino aveva parlato della sua condizione di "condannato a morte". Sapeva di essere nel mirino di Cosa Nostra e sapeva che difficilmente la mafia si lascia scappare le sue vittime designate.

Antonino Caponnetto, che subito dopo la strage aveva detto, sconfortato, "Non c'è più speranza...", intervistato anni dopo da Gianni Minà ricordò che "Paolo aveva chiesto alla questura – già venti giorni prima dell'attentato – di disporre la rimozione dei veicoli nella zona antistante l'abitazione della madre. Ma la domanda era rimasta inevasa. Ancora oggi aspetto di sapere chi fosse il funzionario responsabile della sicurezza di Paolo, se si sia proceduto disciplinarmente nei suoi confronti e con quali conseguenze"

Una settimana dopo la strage, la giovanissima testimone di giustizia Rita Atria, che proprio per la fiducia che riponeva nel giudice Borsellino si era decisa a collaborare con gli inquirenti pur al prezzo di recidere i rapporti con la madre, si uccise.

mercoledì 23 maggio 2012

Palermo ricorda Falcone- commemorazione a Palermo per i 20 anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio



Giornata di commemorazione a Palermo per i 20 anni dalle stragi mafiose di Capaci e via D'Amelio. Al porto questa mattina sono arrivate le due navi della legalità partite da Napoli e Civitavecchia ribattezzate 'Giovanni' e 'Paolo' in onore dei due giudici. A bordo oltre 2.500 studenti provenienti da tutta Italia. "Caro Paolo siamo tornati per non dimenticare", è il lungo striscione sorretto dagli studenti, dal ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, e tra gli altri anche dal Procuratore nazionale antimafia Piero Grasso. "Noi cerchiamo sempre la verità - ha detto il procuratore - Non sempre è stato facile, ma oggi c’è un maggiore consapevolezza circa una battaglia che va combattuta fino in fondo. Ora ci vuole la collaborazione di tutti. Qualcuno non ha detto tutto. È il momento di farlo. Chiunque sa parli, da qualunque parte stia" 


Ad attendere le navi, sotto una pioggia battente, le autorità e migliaia di studenti delle scuole di Palermo e provincia. All'aprirsi lento del portellone uno scroscio di applausi, mani di cartone alzate a salutare, palloncini colorati lanciati verso il cielo e un grandissimo "Benvenuti a casa nostra". Dalle navi al grido 'Giovanni e Paolo' gli studenti annunciano: "Siamo arrivati! Questo viaggio di oggi - grida uno studente da un megafono - è la dimostrazione che la scuola è viva". Sul molo un grande "grazie di essere qui, ogni anno è sempre più bello" e migliaia di bandiere tricolore. Dal palco ha salutato e ringraziato anche Maria Falcone, sorella del giudice: "Felice di vedere ogni anno sempre più partecipazione. La società civile nella consapevolezza della legalita è più avanti della politica che non ha ancora fatto piazza pulita. Oggi - ha aggiunto - dopo la stagione delle stragi c’è una nuova stagione perchè tutto è cambiato".
Gli studenti in corteo si sono poi spostati all'aula bunker dell'Ucciardone per il confronto istituzionale con il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il premier Mario Monti. Gli altri ragazzi, invece, sono andati in diverse piazze simbolo della città, dove sono stati allestiti 'villaggi della legalità'. 



venerdì 13 aprile 2012

Terremoto oggi a Palermo, nuove scosse: ultimi aggiornamenti (clicca x leggere)




Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Palermo nelle prime ore della mattinata di oggi, 13 aprile 2012.

Subito dopo il sisma, la popolazione siciliana si è riversata in rete alla ricerca di informazioni e dettagli riguardanti l’evento tellurico in questione.
Stando ai dati diffusi dall’INGV, la prima scossa si sarebbe verificata alle 8 e 21 di oggi, e avrebbe avuto una magnitudo di 4.3 punti.
A questa avrebbero fatto seguito altri due sismi verificatisi sempre nella stessa area, ma con un’intensità inferiore rispetto al primo.

La seconda scossa si è avuta alle 8 e 44, con una magnitudo di 2.4, mentre la terza è stata registrata alle 9 e 15 (magnitudo 2.9).
A tal proposito la Protezione Civile ha emesso due comunicati relativi al terremoto, pubblicati direttamente sul proprio sito ufficiale.



Questo il testo del primo comunicato:
“Un evento sismico è stato registrato questa mattina al largo delle coste palermitane, esattamente a 30 Km a Nord del capoluogo siciliano.
Sebbene avvertito dalla popolazione, dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o cose.
Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 08.21 con magnitudo di 4.3.”.

In seguito alla seconda scossa, la Protezione Civile ha emesso un secondo bollettino online relativo al terremoto in Sicilia:
“In seguito all’evento sismico registrato questa mattina al largo delle coste palermitane, si segnala una replica avvertita dalla popolazione.
Anche in questo caso dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o cose.
Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico è stato registrato alle ore 09.15 con magnitudo 2.9.”


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